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RICETTE SICILIANE

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ABBALLATI, ABBALLATI

 

Questa canzone viene trascritta da AlbertoFavara nel “Corpus di musiche popolari siciliane,1957, al n. 740 (vedi copia di abballati abballati del Favara). Il Favara l'ha raccolta a Palermo da alcune donne di iun cortile.

Un'altra versione il Favara l'ha raccolta a Mazara da Antonia Cirabisi al n 743 del "Corpus" La canzone è una tarantella presente in tutto il Meridione, la si riscontra infatti in Puglia, Calabria, Napoli.

Molte sono le versioni di questa canzone inserita nel repertorio di tutti i gruppi folkloristici siciliani e calabresi. Molti i cantanti che ne hanno fatto un inno alla Sicilia

La versione cantata da Rosa Balistreri è inserita nel CD "Ci ragiono e canto" edito da Dario Fò. Dario Fo cercava cantautori per uno spettacolo “Ci ragiono e canto” nel quale i canti popolari di tutte le regioni italiane fossero, specie quelli di protesta o a contenuto sociale, tutti rappresentati. Dario Fo restò impressionato dal timbro e dalla forza espressiva che emanava la voce di Rosa e la ingaggiò subito. Grazie a questo spettacolo Rosa acquisisce un posto di rilievo tra i cantastorie siciliani, e comincia a girare per circa un anno con gli artisti di “Ci ragiono e canto” tutta l’Italia.

E’ necessario per comprendere gli inizi artistici della Balistreri fare un accenno al movimento di sinistra chiamato il “Nuovo Canzoniere italiano” la cui frequentazione da parte della Balistreri è alla base della sua carriera artistica. Il “Nuovo canzoniere italiano” è formato da un gruppo di artisti e studiosi di musica popolare e del canto sociale che partire dagli anni 60 a Milano diedero vita a una rivista e a un gruppo musicale collegandosi all’esperienza del “Cantacroniche”  di Michele Luciano Straniero.

I componenti del “Nuovo canzoniere italiano”  sia i musicisti che gli intellettuali attraverso la rivista e pubblicazioni discografiche (collana dei “Dischi del sole” ) si riproponevano la riscoperta e riproposizione del canto popolare sociale impegnato. I maggiori rappresentanti di questo gruppo erano oltre a Michele Luciano Straniero, Fausto Amodei, Robero Leydi, Sandra Mantovano, a questi si aggiunsero Gianni Bosio, Ernesto Di Martino, Cesare Bermani, Ivan della Mea, Giovanna Daffini, Giovanna Manni, Caterina Bueno, Dario Fo ed altri. Grazie al lavoro di queste persone nasce lo spettacolo “Bella ciao” e “Ci ragiono e canto”. Moltissimi furono i dischi della collana “Dischi del sole”  che ha pubblicato canzoni popolari e album della canzone impegnata di sinistra. Tra questi da ricordare il disco del 1967 di Rosa Balistreri (è il primo disco della Balistreri) con le tre canzoni: “Picciliddi unni iti”, “C’erano tri sorelli” e “O contadinu sutta lu zappuni” dal titolo “canta Rosa Balistreri” e con copertina un dipinto di Manfredi su Rosa Balistreri.

Rosa Balistreri conobbe varie persone del gruppo del “Nuovo canzoniere italiano” e con queste stabilì una forte amicizia fondata sugli stessi interessi a favore della povera gente e dell’ideologia di sinistra.

Nel CD di riepilogo dello spettacolo “Ci ragiono e canto”  Rosa canta la canzone “Accattari vurria na virrinedda” Allo spettacolo partecipano molti artisti: Ivan Della Mea, Paolo Ciarchi, Franco Coggiola, il Gruppo Padano di Piadena, il coro del Galletto di Gallura, Giovanna Daffini, Giovanna Marini, Caterina Bueno, Cati Mattea, Silvia Malagugini. Lo spettacolo sarà rieditato con “Ci ragione e canto n. 2” nel 1973 e la Sicilia sarà rappresentata da Ciccio Busacca.

In questa interpretazione si nota la voce giovanile di Rosa Balistreri, ben diversa nella timbrica dalla voce di Rosa Balistreri nella maturità artistica. La voce giovanile della cantante è pregna di quella forza e armonia che saranno le costanti in tutte le canzoni della Balistreri.

Questa canzone ben si accoppia con la danza, anzi la sua massima espressione la si ottiene cantando e danzando. La si cantava nelle feste di lavoro (dopo la raccolta del grano, delle olive), ma anche nelle feste paesane e nei momenti di ballo durante i matrimoni.

Le parole sono allegre e scanzonate, le donne, ammiccando verso gli uomini, li incitano al ballo e lo stesso fanno gli uomini. note di Nicolò La Perna

 

 

L'intera partitura per pianoforte, fisarmonica, basso e con accordi per la chitarra fa parte del libro "LE PIU' BELLE CANZONI SICILIANE" 
di Nicolò La Perna. 
In questo libro sono raccolte le partiture ed i testi delle seguenti canzoni siciliane 

VITTI NA CROZZA. CIURI CIURI, LA LUNA ‘NMEZZU U MARI, SI MARITAU ROSA, U SCICCAREDDU, NICUZZA, 

COMU L’UNNA, LA ME ZITA (QUANTA È LARIA LA ME ZITA)

COMU SI LI CUGGHIERU LI BEDDI PIRA, LU ‘NGUI, ‘NGUA, MI VOTU E MI RIVOTU , A SIMINZINA, 

CU TI LU DISSI, ABBALLATI, ABBALLATI, E VUI DURMITI ANCORA, 
LA VINNIGNA, A CURUNA, 

A VIRRINEDDA, VITTI NA VEDDA – LU BASILICO’, TU SI BEDDA, AH! CUMMARI NINA,

AH! CUMMARI VICENZA, ACIDDUZZU DI ME CUMMARI, 
LA PAMPINA DI L’ALIVU, AVO’, FILASTROCCHE SICILIANE (Chiovi, chiovi, Mani manuzzi, Dumani è duminica, 

LU FOCU DI LA PAGLIA, SANT’AGATA CH’E’ AUTU LU SULI, 
STIDDA D’AMURI, I PIRATI A PALERMU, 

LA CAMPAGNOLA, LEVATILLU STU CAPPEDDU, I BABBALUCI, L’ANATRA, CU TI L’HA FATTU STU SCIALLINU OHINE’ 

TRI TRI TRI SETTI FIMMINI E UN TARI’, AMURI DI CARRITTERI , AHI PARTU E SU CUSTRITTU DI PARTIRI (Canzuna di carritteri)

SICILIA BEDDA, L’AMURI CA VAIU – NUN LU SAPITI L’AMURI CA V’HAIU

 Nello stesso libro vi sono dei saggi su:
 LE FONTI DEL CANTO POPOLARE  - IL CANTO SICILIANO E LA STRUTTURA POETICA - LA STRUTTURA MUSICALE DELLA CANZONE POPOLARE -
 GLI STRUMENTI MUSICALI E LA DANZA

Il libro che ha un costo di € 7,00 può essere ordinato scrivendo email a Nicolò La Perna Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.   cell: 3393269071

 

ABBALLATI

Abballati,abballati

fimmini schetti e maritati

e si 'nabballati boni

nun vi cantu e nun vi sonu

Cci nè quattru ammaccateddi,

ni facemu che puseddi,

cci nè quattru scafazzati

ni facemu che patati. Sciu,sciu,sciu

quanti fimmini ca cci sù

sciu, sciu, sciu

quanti omini ca ci su.

                                         

 

BALLATE

Ballate,ballate

donne nubili e maritate,

e se non ballate bene

non vi canto e non vi suono.

Ce nè sono quattro ammaccate

le facciamo con i piselli,

ce nè sono quattro schiacciate

le facciamo con le patate. Sciù,sciù,sciù

quante femmine che ci sono

sciù,sciù,sciù

quanti uomini che ci sono